mercoledì 13 aprile 2016

ANCORA "INGIUSTIZIA" ITALIANA : ASSOLTO DOPO 20 ANNI PER NON AVER COMMESSO IL FATTO !


Assolto dopo 22 anni, per lui risarcimento da 6,5 milioni
Giuseppe Gullotta

Ancora notizie di ingiustizia italiana.Mentre da Roma desta stupore e scandalo la notizia della semilibertá ( per fortuna in queste ore revocata per imperizia della condannata)dopo neanche 8 anni di carcere di Dorina Matei,la donna che uccise con un colpo di ombrello in un occhio Vanessa Russo e per questo condannata a 16 anni di reclusione,   da Grosseto arriva la sentenza per Roberto Barbieri che nel giugno del 2014 uccise a coltellate la moglie che aveva deciso di separarsi. Il giudice per le indagini preliminari lo ha assolto  con formula piena perché l´omicida avrebbe agito " in preda ad un disturbo psichiatrico delirante". Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a 24 anni ma il GIP l´ha respinta giudicando Barbieri  soggetto non socialmente pericoloso e confermando l´incapacitá di intendere e di volere al momento del fatto. Da Reggio Calabria, invece, la notizia di un innocente che dopo piú di vent´anni riceve giustizia.(T.P.)
Ha passato ventun anni dietro le sbarre da innocente e per questo dovrà essere risarcito dallo Stato con 6.5 milioni di euro. È quanto deciso dalla Corte d'appello di Reggio Calabria per Giuseppe Gulotta, assolto nel 2010 dall'accusa di aver ucciso nel 1976 tre carabinieri in una caserma di Alcamo, in provincia di Trapani. Una sentenza ribaltata dopo oltre due decenni, anche grazie alla testimonianza di alcuni carabinieri, che hanno ammesso di avere torturato lui e altri due imputati per indurli a confessare una strage che non avevano commesso. Arrestato appena diciottenne, Gullotta ha passato quasi due decenni interrottamente in carcere, uscendo solo per brevi permessi durante i quali ha conosciuto una donna da cui ha avuto un figlio, senza però poterlo crescere. «Una cosa disumana» per l'ex ergastolano, che anche per questo sta valutando un ricorso in Cassazione contro un risarcimento che giudica limitato. «Stiamo valutando un ricorso in Cassazione – spiegail suo legale, Pardo Cellini -. Se da un lato siamo soddisfatti perche' con la decisione dei giudici di Reggio Calabria finisce questo lungo percorso, dall'altro non ci soddisfa che sia stato riconosciuto un indennizzo e non un risarcimento».(corriere della calabria.it)


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