mercoledì 31 agosto 2016

ANCORA UNA CONTESTAZIONE NEI CONFRONTI DEL VESCOVO MILITO - A MELICUCCO GRADISCONO POCO IL NUOVO PARROCO


Monsignor Francesco Milito


MELICUCCO Il vescovo di Oppido-Palmi mons. Francesco Milito è stato costretto a lasciare da un'entrata secondaria e accompagnato dalle forze dell'ordine, la chiesa di San Nicola a Melicucco dove aveva presenziato all'ingresso canonico del nuovo parroco don Elia Longo. La contestazione è scoppiata al termine della funzione quando un gruppo di fedeli si è avvicinato al presule chiedendo di parlare con lui. Richiesta che, secondo alcuni, non sarebbe stata esaudita.
Nelle scorse settimane, il paese è stato tappezzato di lenzuoli e striscioni che contestavano l'allontanamento del vecchio parroco e del suo vice pur non manifestando contrarietà all'arrivo del nuovo sacerdote. Tant'è che la cerimonia si è svolta nella più assoluta tranquillità. Solo alla fine gli animi si sono scaldati e le forze dell'ordine presenti hanno ritenuto opportuno fare uscire il presule da un'entrata secondaria. Mons. Milito è il vescovo che nell'estate del 2014 vietò lo svolgimento delle processioni religiose nella diocesi dopo il caso del presunto "inchino" - un dondolamento dell'effige sacra - rivolto verso la casa del presunto boss Beppe Mazzagatti in occasione della processione della Madonna delle Grazie della frazione Tresilico, svoltasi a Oppido nel luglio 2014. Divieto revocato dallo stesso vescovo nel marzo scorso.
Nel maggio scorso, inoltre, nel territorio della Diocesi apparvero dei volantini che contestavano violentemente l'operato del presule invitandolo ad andarsene.
Una delle critiche si riferiva ai reati contro i minori. Un passaggio che secondo gli investigatori che avviarono le indagini, avrebbe potuto fare riferimento alla vicenda dell'arresto, avvenuto nel dicembre 2015, di un parroco della diocesi accusato di sesso con minori. In occasione dell'arresto, la diocesi diffuse una nota in cui si invitavano i fedeli «a restare uniti nella preghiera per esprimere la vicinanza al sacerdote».
La Conferenza episcopale calabra espresse «dolore ed amarezza, ed al tempo stesso sdegno e condanna, per l'ignobile campagna diffamatoria ai danni del confratello Francesco Milito, oggetto di volantini e manifesti, tutti peraltro anonimi, contenenti violente accuse all'indirizzo del presule».

fonte:corrieredellacalabria.it

martedì 30 agosto 2016

TERREMOTI: LA CALABRIA TRA LE REGIONI PIÚ A RISCHIO. FACCIAMO PREVENZIONE ED EVITIAMO DI PIANGERE DOPO



Dovrebbe essere questa la prioritá di ogni sindaco calabrese. I vari terremoti che si sono susseguiti nel corso dei secoli, fanno della Calabria la regione piú vulnerabile  in assoluto in Italia, dove possono verificarsi terremoti fortissimi e catastrofici ( vedere la mappa di pericolositá sismica dell´Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). In un Paese serio giá da anni le istituzioni avrebbero intrapreso un´opera di ricognizione e messo a norma gli edifici, quantomeno quelli pubblici, nei luoghi maggiormente a rischio. Si é fatto poco o nulla e quanto succede una tragedia siamo li a versare lacrime di coccodrillo e ad ascoltare i nostri governanti che magnificano la solidarietá degli italiani. Solo retorica. Nient´altro che retorica. Bisogna avere il coraggio di dire basta, di gridare che non vogliamo piú piangere parenti e amici, probabili future vittime dell incuria di chi il futuro non lo guarda leggendo il passato.


La prevedibile «imprevedibilità del terremoto».
«Io metterei nella piazza di ogni paese e città a rischio un grande e stabile cartellone con i dati della Mappa di Pericolosità, una sorta di inizio d’attenzione. Poi da lì procedere alla valutazione degli edifici, coinvolgendo i proprietari, gli abitanti, dando loro un protagonismo nuovo, facendo crescere una democrazia di base, che oggi su questo argomenti non c’è. Anzi nel sentimento diffuso della gente questi sono temi per pochi esperti. Invece è vero proprio il contrario. Le cose cambieranno quando i cittadini si sentiranno responsabili e coinvolti».
I terremoti sono imprevedibili.
Certo. Ma dietro questa affermazione si nasconde qualsiasi desiderio di intervenire, prevenire e attenuare danni. La memoria storica del terremoto, una mappa geografica e storica dei luoghi più colpiti, modi adeguati di costruire e ricostruire, rapporto amorevole e non di rapina con i paesi: tutto questo e altro renderebbe "prevedibile" quanto ancora viene attribuito a una Natura matrigna, dimenticando le responsabilità degli uomini. ( Vito Teti su facebook)


E a proposito del terremoto del 1783 é di questi giorni la notizia che il cortometraggio Atlante 1783 della regista  di origine calabrese Maria Giovanna Cicciari, parteciperá alla Settimana Internazionale del Cinema di Venezia nella sezione Sic@Sic. E´sicuramente un grosso riconoscimento per la giovane regista che ha giá firmato diversi lavori premiati in diversi festival. Di seguito una scheda del film  ed il link del trailer :  https://vimeo.com/180017225

Sinossi                 

Alla fine del ‘700 una grossa parte del territorio calabrese fu colpita da un gigantesco terremoto. La memoria di questo evento lontano è fatta di segni concreti come le ferite bianche sui crinali delle montagne e i resti di un centro abitato che nei secoli ha guadagnato una nuova vita, ma anche di immagini storiche e presenze invisibili che in varie forme tornano, si intrecciano e si manifestano.

domenica 28 agosto 2016

NON FARTI VENIRE UN INFARTO NELLA PIANA DI GIOIA TAURO - RISCHI DI MORIRE PERCHÉ LE AMBULANZE NON HANNO BENZINA

Risultati immagini per AMBULANZA DAL DISTRIBUTORE
Si potrebbe ribattezzare "Unitá Immobile " di rianimazione

Ennesimi gravissimi problemi nel Servizio Urgenza Emergenza Medica 118 dell’ASP di Reggio Calabria in momenti di grande afflusso ai Pronto Soccorso dell’ASP. Nei giorni scorsi, un cittadino, A. D., di anni 52 alle ore 01,00 avverte dolore atipico al petto. Non riuscendo a definirlo verso le ore 05,00 decide di recarsi al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Gioia Tauro dove, il Sanitario di turno interviene prontamente ed effettua un elettrocardiogramma che risulta negativo. Alle 5,25 circa dispone un prelievo per enzimi cardiaci e dopo circa 15 minuti, ripete l’ E.C.G. ma, questa volta, risulta un evento ischemico. Alle 06.05 giunge la diagnosi di Infarto del Miocardico Acuto in sede inferiore. Si dà inizio alla terapia di urgenza e si decide di trasferire il paziente presso l’emodinamica più vicina per trattamento di rivascolarizzazione.
L’emodinamica di Reggio Calabria risponde in modo interlocutorio dicendo di mandare il paziente presso il Pronto Soccorso dove verrà rivisto e valutato da altro Sanitario, pur sapendo della diagnosi certificata dal Medico del Pronto Soccorso di Gioia Tauro. Intanto viene chiesto alla postazione del SUEM 118, che stazionava presso l’Ospedale di Gioia Tauro, di provvedere immediatamente al trasferimento del paziente. La risposta è stata: ”L’ambulanza di Gioia Tauro non può partire perché a dire del personale la scheda carburante è inservibile. Vana è stata la proposta dei familiari del paziente a pagare il carburante. Procedendo alla ricerca di altra ambulanza, si accertava che quella della postazione di Taurianova non è utilizzabile per “GRAVI PROBLEMI AI FRENI e quella di Polistena giunse al PS di Gioia Tauro intorno le 7,30 ovvero un’ora e quindici minuti dal momento della possibile partenza.
Purtroppo non sempre i casi di malasanità sono ascrivibili all’operato del personale Sanitario ma, evidentemente ci accorgiamo che non serve a nulla essere bravi professionisti quando manca il supporto logistico di un Servizio Pubblico Essenziale come il SUEM 118. Medici Infermieri ed Autisti di ben due postazioni fermi per problemi tecnici e una sola ambulanza disponibile dopo un tempo di attesa troppo lungo per un ammalato critico.
Per fortuna, il paziente con infarto in sede Inferiore, ricoverato a Catanzaro presso l’Unità Coronarica e non al Pronto Soccorso di Reggio Calabria, è stato rivascolarizzato in urgenza mediante PTCA e triplice stent.
Adesso ci chiediamo: è possibile che in un’area così disagiata, dove mancano posti letto e reparti di emergenza cardiochirurgica, il 118 garantisca il servizio con una sola ambulanza perché le altre due non sono utilizzabili?
Chi gestisce il SUEM 118, deve o non deve risolvere questi problemi in tempi reali?
Adesso basta, è tempo di rivedere tutto il sistema sanitario provinciale e assegnare responsabilità e far pagare coloro che si pagano da responsabili e lasciano gravissimi vuoti gestionali, tali da mettere in pericolo la vita delle persone ammalate.
E’ tempo di dare segnali forti e chiari di cambiamento. La gestione commissariale deve spogliarsi dei propri panni e andare sui posti di lavoro da comune cittadino ammalato per capire i reali problemi di un sistema sanitario provinciale ridotto in miseria ed adottare misure urgenti per garantire e tutelare la salute dei cittadini.
Fonte:Approdonews.it
E se la Piana piange la Locride non ride. Nei giorni scorsi é stato segnalata la morte di un uomo di 47 anni, Gianfranco Callipari, entrato in ospedale con un codice verde e morto a distanza di qualche ora per cause in via di accertamento. Callipari la  si era recato in ospedale a seguito di un incidente domestico a causa del quale si era reciso il tendine di una mano.Dopo alcune di ore di attesa le sue condizioni si sono aggrave e l´uomo é morto.
La magistratura ha disposto l´autopsia, che pare abbia escluso la morte per infarto, e ha aperto un indagine per accertare se si tratta di una fatalitá o di un caso di malasanitá. Secondo i familiari il Callipari potrebbe essere rimasto vittima non solo dei ritardi cronici in cui versa da tempo l´ospedale locrese ma addirittura a causa dell´incapacitá e della superficialitá di chi lo ha preso in cura.

sabato 27 agosto 2016

ANCORA UNA STRAGE SULLA STATALE 106 JONICA- DISTRUTTA UNA FAMIGLIA SICILIANA


Scontro mortale a Villapiana, morte tre persone


VILLAPIANA LIDO Tre persone, padre, madre e un figlio di 19 anni sono morti stamani nello scontro frontale tra la loro auto ed un autotreno avvenuto intorno alle 4 sulla statale 106 a Villapiana, nel cosentino. Mentre la seconda figlia della coppia deceduta sul colpo nello scontro, insieme al figlio maggiore, è invece tutt'ora ricoverata nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza. 
Le vittime sono Roberto Santini, 51 anni, di Messina e militare della Guardia di finanza che prestava servizio a Taranto, la moglie Rossella Sardiello (46), ed i figli Marco (19). Mentre l'ultima figlia è in prognosi riservata dopo il ricovero nell'ospedale di Cosenza. E non è morta come in un primo momento era stato segnalato
Le vittime erano partite la notte scorsa da Taranto dirette a Messina. Lievemente ferito il conducente del Tir diretto per lavoro in Basilicata. 
Immediato l'intervento del personale del 118 di Cassano e Trebisacce che hanno prestato soccorso sul luogo dell'incidente. Mentre la polizia stradale di Rossano è intervenuta sul posto per i rilievi di rito.
Intanto Il camionista alla guida dell’articolato che si è scontrato frontalmente con l’auto è stato sottoposto all'alcool test ed è risultato negativo. La statale, intanto, che era stata chiusa subito dopo lo scontro per permettere i soccorsi, è stata riaperta dall'Anas ed adesso la circolazione è tornata normale. 
L’ASSOCIAZIONE “ BASTA VITTIME SULLA 106”: È STRAGE DI STATO «Roberto, Rossella ed il giovane Marco sono rispettivamente la ventunesima, la ventiduesima e la ventitreesima vittima della S.S.106 in Calabria nell’anno 2016». È quanto evidenziano, in una nota, gli esponenti dell’associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106 che elencano la lunga lista di decessi avvenuti sull’arteria jonica. Sottolineando che si è raggiunto ormai il dato di una vittima ogni 10 giorni. «L’Associazione – si legge nella nota - intende ribadire e sottolineare che tutto ciò rappresenta la più grande Strage di Stato della storia della Repubblica italiana ed intende evidenziare, inoltre, che quanto accade purtroppo da sempre sulla S.S.106 ha delle chiare ed evidenti responsabilità politiche: il silenzio e l’indifferenza del governo nazionale e regionale, della classe parlamentare calabrese a Roma, delle amministrazioni locali e provinciali, delle forze sindacali. Tutti, nessuno escluso, coloro i quali rivestono ruoli istituzionali, sono moralmente responsabili dell’olocausto sulla S.S.106».

Fonte. corrieredellacalabria.it

venerdì 26 agosto 2016

AD AMATRICE SI PIANGONO ANCHE VITTIME CALABRESI - AD OGGI UN MORTO ED UN DISPERSO


Antonino Napoli e Simona De Simone

Nel primo parzialissimo elenco ufficiale – diffuso dalla Prefettura di Ascoli Piceno – di vittime identificate del terremoto risulta anche un calabrese. Si tratta di un uomo di 63 anni nato a Vibo Valentia, Vito Umbro (nato il 2 luglio 1953). Nell'elenco dei dispersi inoltre risulta anche un uomo originario di Rizziconi, in provincia di Reggio Calabria, Antonino Napoli che era in vacanza ad Amatrice con la sua compagna, Simona De Simone . I cellulari di entrambi risultano irrangiungibili. Ritrovato vivo il cagnolino che era con loro. Napoli e la compagna, 51 anni entrambi, vivono a Roma dove lavorano come operatori presso la banca Mediolanum e si trovavano già da prima ferragosto nel paese reatino, alloggiati presso la casa che Simona aveva avuto in eredità dai genitori. Sarebbero dovuti rientrare a Roma, dopo la conclusione dei festeggiamenti, che erano previsti per domenica con la sagra cult degli spaghetti all’Amatriciana che molti turisti ha attirato nel paese laziale. I familiari praticamente non hanno più notizie della coppia dalla sera di martedì quando Antonino ha telefonato a papà Bruno e alla mamma che abitano a Roma.

La tragedia che ha devastato il centro Italia ha sfiorato anche altri calabresi: è il caso del cosentino Luca Florio , presente nei luoghi del sisma dopo essere scampato al terremoto dell'Aquila. Oppure come Giovanni Romagnino, giovane calciatore di Gimigliano, in provincia di Catanzaro  che era a Macerata in ritiro con la sua squadra. Ha sentito nitidiamente le scosse e lui con i suoi compagni sono stati evacuati.

fonte: il quotidiano del sud.it


martedì 23 agosto 2016

VIOLENTA SCOSSA DI TERREMOTO IN CENTRO ITALIA - 250 MORTI CENTINAIA I FERITI DECINE I DISPERSI - LA FOTO DI AMATRICE UN ATTIMO PRIMA DEL TERREMOTO





WEBCAM AMATRICE


Una violenta scossa di terremoto ha colpito la scorsa notte gran parte del centro Italia. Il sisma di magnitudo del 6.0 della scala Richter ha avuto il suo epicentro tra la provincia di Rieti e quella di Ascoli. Amatrice e Accumoli, sono i due paesi maggiormente colpiti ma i soccorsi trovano difficoltá a raggiungerli a causa di frane e del crollo di ponti.Al momento si contano sette morti e numerosi feriti,ma piccole frazioni sono completamente isolate e non si hanno ancora notizie. Accumoli é un centro di circa 150 abitanti che peró in questo periodo di vacanze ne ospitava quasi mille.Le scosse si sono ripetute per tutta la notta in tutto il centro Italia. Fino a questa mattina sono state decine ed hanno colpito da Rimini a Napoli. Due scosse particolarmente forti sono state avvertite anche da chi viscrive a Siena la prima alle 6.30 e la seconda alle 7.03. Solo paura per fortuna.  La foto che siamo riusciti a catturare prima che venisse cancellata é quella del corso principale del centro storico di Amatrice nel momento esatto della scossa come potete vedere dalla didascalia impressa nella foto. La Web cam ha smesso di funzionare alle 3 e 36 della scorsa notte. Il centro storico che vedete nella foto, immerso nella quiete della notte, purtroppo non esiste piú.

Tonino Polistena

lunedì 22 agosto 2016

AUTO FUORI STRADA SULLA STATALE 106 A SANTA CATERINA ALLO JONIO - MORTI DUE GIOVANI DI BADOLATO



La Panda sulla quale viaggiavano i 5 giovani subito dopo l´impatto



SANTA CATERINA SULLO JONIO (CZ) - Due giovani, un ragazzo e una ragazza, sono morti in un incidente stradale avvenuto questa stasera lungo la statale 106 jonica, nel territorio di Santa Caterina dello Jonio, nel Catanzarese. Le vittime sono Lorena Lopilato, 21 anni, e Pasquale Papaleo, 25.

I due viaggiavano a bordo di una Fiat Panda che, per cause in corso di accertamento, é sbandata, finendo fuori strada. Sulla stessa vettura c'erano altri tre giovani, due ragazzi e una ragazza, che sono rimasti feriti, due dei quali in maniera grave, e sono stati portati in ospedale. Tutte e cinque le persone coinvolte hanno un'età inferiore ai 25 anni e risiedono nel vicino comune di Badolato. 
Sul posto, per i rilievi, i carabinieri della Compagnia di Soverato, insieme ai vigili del fuoco ed al personale del 118, mentre la statale 106 è rimasta chiusa in entrambe le direzioni per consentire le operazioni di soccorso ed i rilievi.

fonte: quotidianodelsud.it